Buongiorno carissimi lettori del mio umile e piccolo blog.
Questa mattina il mio pensiero fisso era quello di scrivere un post e condividere con voi una delle emozioni che la maggior parte di noi proviamo nei confronti di chi ci ha messo al mondo: la mamma.
Emozioni forti, sentimenti sinceri... il bene per la propria mamma è immenso anche "solo" per averci dato la vita ed ora che lo sono anche io da circa due anni e mezzo, posso dire quanto sia felice essere mamma di una bimba dolcissima, bellissima ed amorevole (d'altronde "ogni scarrafone è bell e mamma soja :-D), pronta ad accompagnarla nel cammino della vita.Ognuno di noi ha una storia diversa, ricordi diversi, approcci diversi con la propria madre.
Chi purtroppo non ce l'ha più, chi ce l'ha ma non ci va d'accordo, chi la considera la sua prima confidente in assoluto, chi invece vorrebbe averla vicina ma vive dall'altra parte della città... insomma, in un modo o nell'altro la mamma è sempre la mamma, vicina o lontana che sia.
Il bello del blog, almeno per me, è avere la possibilità di raccontare e scrivere quello che vuoi, è tuo, puoi considerarlo anche un diario "segreto" (ehm è un modo di dire :-D), un libro aperto a tutti, una finestra da cui far affacciare i tuoi sentimenti, le tue emozioni, le tue storie... ed io mi sento bene a farlo, amo esternare i miei umori e i miei piccoli attimi di vita.
Oggi voglio presentare la donna della mia vita, mia madre, la quale ha sofferto tanto e continua a soffrire per colpa di una malattia che non da la possibilità di ricoprire il vero ruolo di mamma, nonna e donna: la schizofrenia , una malattia psichiatrica "caratterizzata da sintomi psicotici e dalla persistenza di sintomi di alterazione del pensiero, del comportamento e dell'affettività".
Ormai noi tutti conviviamo con la sua malattia, da più di 35 anni (io ne ho 34) per colpa di eventi che hanno segnato l'esistenza di mia madre, perdendo la volontà di reagire e, man mano, abbandonandosi a se stessa, andando avanti con psicofarmaci, ricoveri repentini e lunghe degenze ospedaliere che l'hanno portata all'allontanamento dal nostro nido familiare e con esso tutti i possibili affetti che potevano crearsi come in una famiglia "normale".
Ma si dice che "ciò che segna insegna".
A me ha insegnato tanto, l'amore per la vita, la voglia di reagire e di non perdersi per strada, di alzare la testa e camminare sulle proprie gambe...
Ricordiamolo sempre, la mamma è sempre la mamma nel bene e nel male.
Anche se la mia cara mammina, non per sua volontà, è stata assente nei momenti più importanti della mia vita, l'apprezzo, la stimo e la amo!
Concludo con una citazione che racchiudo il mio pensiero su mia madre:
"Mia madre è una poesia
che non sarò mai in grado di scrivere,
anche se tutto quello che scrivo
è una poesia a mia madre"
Sharon Doubiago